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La rosa di Kant
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La rosa di Kant

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“Dice Kant: ‘Se si tratta di giudicare bello un abito, una casa, un fiore, non ci lasceremo imporre il giudizio da ragioni o principi, si vorrà sottoporre l’oggetto ai propri occhi, come se il piacere dovesse dipendere dalla sensazione’.”

COD: 9788877262103
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Conceptual art, body art, transavanguardia, postmoderno rappresentano tappe di un costante processo di riduzione che gli artisti contemporanei hanno operato nei confronti dei piani teorici dell’arte e dell’estetica. La valutazione estetica non ha potuto liquidare questi casi come deviazioni da ciò che l’arte deve essere. Non vale più, infatti, la vecchia abitudine di rifarsi a una definizione dell’arte secondo i modelli della tradizione moderna promulgati nel Settecento a partire da Batteux. Ciò è stato possibile grazie all’assunto kantiano per cui in estetica sono ammessi solo giudizi singolari. Per Kant, se dichiaro bella la rosa che guardo, secondo un giudizio di gusto, non posso poi postulare che tutte le rose siano belle. Questa posizione kantiana chiarisce bene quanto è avvenuto: gran parte delle operazioni artistiche dei nostri giorni infatti non sarebbero state possibili senza la convalida del giudizio singolare. Le arti contemporanee hanno così approfittato di questa libertà per emanciparsi dall’estetica, dall’accademia e dalla tradizione e avviarsi verso i promettenti territori della trasgressione e della follia.

Ermanno Migliorini (1924-1999), allievo di Giulio Preti, già ordinario di Estetica nell’Università degli Studi di Firenze, per anni ha svolto un ruolo decisivo nella comprensione dell’odierna condizione delle arti, a cui ha dedicato tutta una serie di studi illuminanti: Critica oggetto e logica, Lo Scolabottiglie di Duchamp, Conceptual Art, L’arte e la città e Miseria della critica.

Informazioni aggiuntive

Codice ISBN

9788877262103

N° pagine

124

Anno di pubblicazione

2024

A cura di

Ivo Torrigiani